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La tecnica

Battere il tempo o dirigere? Il "trucco" di Ilya Musin

Battere il tempo o dirigere? Il "trucco" di Ilya Musin

In cosa consiste la differenza tra battere il tempo e dirigere?

Una volta anche Arturo Toscanini, con i suoi soliti modi  sbrigativi,  affronta l'argomento. Durante una conversazione con una nipote, infatti, nel suo tipico linguaggio che mischiava inglese ed italiano disse:

Any asino can conduct...but to make music...eh? is difficile!

Ben detto!  ma in cosa consiste questa differenza?

Come poterla spiegare ad uno studente che, giunto ad una certa fase del suo percorso, deve affrontare e superare questo scoglio ?

E'  un passaggio chiave nella vita di ogni studente, un salto che una volta effettuato cambierà  per sempre il rapporto dell’allievo con la direzione d’orchestra e con lo strumento che si trova di fronte.

Ma non tutti riescono subito.

Ci sono studenti che lo fanno in poche settimane o giorni altri che necessitano di anni...

Dirigere

Le cause in genere sono di ordine emotivo-psicologico, solitamente legate alla difficoltà di sentirsi disinibiti nell'esprimere di fronte ad un gruppo di sconosciuti sensazioni ed emozioni che scaturiscono dall'interpretazione della pagina che si ha sul leggio.

Altresì potrebbe anche essere  sintomatico di una mancanza di idee e capacità di immedesimarsi nel brano stesso.

Però, oltrepassato il fosso, cambia per sempre il rapporto dello studente con la materia, si aprono nuove prospettive, si espandono le frontiere delle proprie potenzialità, si spalancano le porte all’interazione con il suo strumento.

Queste qualità  noi le ritroviamo evidenti  nelle figure dei grandi direttori della storia: Karajan, Bernstein, Pretre, Muti, Kleiber, solamente per citare i primi che vengono in mente,  è sufficiente osservarli attentamente per qualche minuto  per cogliere la loro voglia  di trasmettere informazioni, di  instaurare un' interazione con lo strumento che hanno di fronte.

Come aiutare lo studente nel superare questo muro? 

Passare cioè da una direzione statica  che vede la sola  trasmissione di tempo e dinamica,  ad una attiva che  reca anche informazioni su agogica, carattere,  dinamica, fraseggio,  costruzione del periodo?

Ilya Musin aveva escogitato un "trucco" che spesso adotto anch'io durante le mie lezioni, giunto il momento di spingere lo studente a oltrepassare questo limite ...

... cioè, appunto, come trasmettere informazioni  su fraseggio, ritmo, carattere, dinamica, costruzione del periodo. Ossia le altre informazioni che devono essere presenti in un direttore oltre al tempo e dinamica.

E’ del tutto sufficiente chiedere ai pianisti di smettere di suonare il passaggio sul quale si sta lavorando e quindi dirigerlo 2 volte senza musica.  La prima, appunto,  solamente con il tempo e la dinamica, facendola seguire subito dopo da una seconda "esecuzione" con tutte le altre informazioni.

Quindi  in silenzio dirigo all'allievo  il passaggio nelle due maniere, ( taktieren und dirigieren) chiedendogli però di seguirlo  nella sua mente. Paradossalmente in questo momento la musica disturba, distrae...

In questo modo l’allievo  subito coglie la differenza tra battere il tempo e dirigere.

Ossia, dirigere "senza"  e  "con" informazioni.

In sintesi : Cercare di stabilire un'interazione con i musicisti !

Egli in futuro cercherà di applicare nella sua direzione questa differenza concettuale :  la trasmissione di informazioni utili ad influenzare il subconscio dei musicisti nel tentativo realizzare un’interazione con essi. E questo, sicuramente, è l'aspetto più difficile di questa professione, che probabilmente la rende la più difficile fra tutte :

cercare di fare di un gruppo di persone un solo strumento al servizio della propria mente, della propria interpretazione.

Questo è quello oggi dobbiamo intendere per "Tecnica" !

... imparare gli schemi ... dare gli attacchi ... dirigere piano o forte ... quello "any asino"  può imparare a farlo in pochi giorni ...   fare musica no ...

In un incontro con gli studenti del conservatorio di Milano il M° Riccardo Muti racconta della sua prima lezione in classe con Antonino Votto- il video integrale si può  facilmente trovare in internet;  racconto che già conoscevo dettagliatamente da anni avendomelo   riferito identico Antonio Ballista , anche lui alunno dello stesso insegnante, quando decise di frequentare i miei corsi- :

... " il due si fa così ... il tre così ... questo è il quattro ... il cinque dipende dalla metrica ... è finito! ... questo è tutto! ... se poi mi chiedi come si dirige l'attacco della IV sinfonia di Brahms ... che tipo di suono? ... che tipo di colore?... che tipo di fraseggio?... eh... questo non te lo posso insegnare ..." e poi continuando fra le espressioni estatiche degli astanti: "... allora ragazzi? ... cosa bisogna fare?... studiare la composizione, l'armonia, il contrappunto, il setticlavio ecc ecc. ...".

Parole sacrosante!

però lasciano insoluto  il rebus dell'inizio della IV di Brahms ....

Vediamo dunque se può essere di stimolo questo video tratto da una mia lezione americana

Il passaggio affrontato nel  video seguente è tratto invece dall’introduzione della prima sinfonia di Beethoven da una battuta prima dell’allegro con brio fino alla battuta 33. di Ennio Nicotra


informazioni

RIFERIMENTI

MUSIN

Ilya Musin Society

Associazione Ilya Musin

del Mo Ennio Nicotra

C.F 97190890828

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